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Il Cane Corso

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CENTRO CINOFILO RAZZE MERIDIONALI

per la salvaguardia e la selezione funzionale

delle antiche razze canine italiane da lavoro

"Nel mondo nulla di grande
è stato fatto senza passione"

G.W.F. Hegel


Il Centro Cinofilo Razze Meridionali è diretto e amministrato dal Dott. Flaviano Bruno medico veterinario specializzato in malattie infettive (direttore e responsabile veterinario del Centro) e da Laura Zanin fisioterapista per la riabilitazione motoria del cane, educatore cinofilo e conduttore TAA (vice direttore, supervisore del comportamento etologico e coordinatrice delle collaborazioni con università, cliniche veterinarie, enti pubblici e privati ed enti governativi anche stranieri).


Oltre alla razza cane corso il Centro si occupa della ricerca, dello studio e della valorizzazione di tutte le razze canine italiane meridionali da lavoro.

Come tutte le strutture focalizzate su questo tipo di attività anche il Centro ha inevitabilmente la necessità di ottenere dei fondi destinati a tutti i progetti di studio e ricerca e ai lavori che ne conseguono.

Il denaro ottenuto, ricavato in parte dalla vendita di alcuni tra i suoi cuccioli, permette al Centro di mantenersi in piena attività, ma soprattutto di occuparsi di ricerca e in particolare di impegnarsi nella conservazione e salvaguardia di tutte le razze canine italiane meridionali da lavoro che oramai purtroppo sono quasi sconosciute ai più.

Per poter incrementare la presenza di queste razze non solo in Italia, ma nel mondo, alcuni tra i cuccioli vengono dati “in affidamento” chiedendo all’affidatario prescelto di partecipare solo ed esclusivamente alle spese sanitarie e di mantenimento. Ma perché il Centro si è impegnato in questa impresa?

I motivi sono diversi:

  • per amore delle nostre razze autoctone, per l’orgoglio per la nostra millenaria tradizione e il rispetto per la nostra cultura;

  • perché tutto ciò che facciamo e per cui cibattiamo fa parte della nostra genetica spirituale;

  • per il nostro comportamento epimeletico (dal greco “epimelia”: cura sollecitudine, premura) e quindi un comportamento di aiuto e di cura messo in atto da un soggetto verso un altro cospecifico o di altre specie, quando questo si trova in difficoltà o mette in atto segnali di richiesta di soccorso e protezione.

Nella domesticazione il ruolo epimeletico precede il ruolo performativo.

Quindi la scelta del nostro Centro è quella di collaborare con tutti gli esseri umani che vedono in ogni razza italiana un cane che da sempre ha vissuto con l’uomo e per l’uomo il quale ha allevato e selezionato con cura ed attenzione le razze canine sulla base di reali necessità umane ed ambientali.

Da anni ci occupiamo del Cane Corso effettuando studi e ricerche, analizzando quadri, disegni, sculture ed incisioni; tali testimonianze hanno un inestimabile valore documentario e citologico, ma grazie alla descrizione dei caratteri morali e anatomiciservono soprattutto a far conoscere all’appassionato e all’amatore come debba essere il Cane Corso.

Per comprendere il Cane Corso occorre aver studiato e capito la sua storia attraverso i secoli, precisandone l’uso e indicandone i valori morali.

La storia è la filosofia che insegna per esempi; per conoscere bene la razza noi abbiamo cercato di capire il pensiero di chi ne è stato storicamente il depositario, ovvero ci siamo impegnati ad acquisire le necessarie basi biologiche e culturali poiché solo in questo modo si può essere definiti continuatori di una tradizione. Questo è molto importante per poter continuare la selezione funzionale e morfologica di una razza e se non si possiedono queste basi si finirà inevitabilmente per tradirla; noi viviamo in mezzo agli animali, studiandoli, ma anche allevandoli e sappiamo che non esiste una separazione netta tra zoocultura e zoocultura.


Solitamente i libri che riguardano le razze canine non vanno oltre alla compilazione di meri standard, magari estrapolando delle notizie da testi precedenti e spesso una sciocchezza scritta da un “compilatore” tempo addietro è copiata tale e quale da un “compilatore” moderno.

Questo tipo di libri risulta essere quindi superficiale e contraddittorio, diffondendo di sovente delle false informazioni. In questo contesto di ignoranza e pressappochismo , poter attingere alle fonti del sapere che riguardano una razza è davvero un compito difficile, ma assolutamente doveroso.

Per questa ragione per anni abbiamo seriamente affrontato ed effettuato studi approfonditi, raccogliendo le testimonianze degli utilizzatori pratici di ieri e di oggi, visitando musei pubblici e privati, frequentando atenei in tutta l’Italia meridionale; solo in seguito abbiamo scritto articoli e libri, per noi e tutti gli appassionati del Cane Corso.

Uno dei nostri primi articoli fu scritto dal Dott. Flavio Bruno nel 1983 (rivista “Animali, natura e habitat”, 10 ottobre 1983) al fine di sensibilizzare i più alla conoscenza di questa antica razza da lavoro. La denominazione del Cane Corso è stata pubblicata in numerosi dizionari tra i quali il Dizionario Abruzzese e Molisano (Roma 1968) ad opera di Ernesto Giammarco che riporta il termine “còrz” in uso a Campobasso per indicare il cane da guardia per antonomasia.

I nostri antenati hanno scritto che il Cane Corso è antico come il tempo e tale descrizione è dimostrata dagli studi archeologici, dalla letteratura e dall’arte, dai dipinti fino ai bassorilievi presenti su alcuni sarcofaghi romani…

Per generazioni e generazioni i Romani hanno accuratamente conservato il Cane Corso nell’integrità del tipo e della funzione originale servendosene per la guerra e il pattugliamento, la guardia e la difesa, la caccia e l’esplorazione.

Nessun cane ha mai avuto un dominio territoriale così vasto che si estendeva in tutto l’impero romano ed oltre.

Piero Scanziani sentenziò: “il molosso italiano è da considerarsi il più antico, il più nobile e il più possente di tutti i cani d’Europa e forse del mondo”.

Quando una razza non viene selezionata mantenendone i valori funzionali e morali, essa inevitabilmente è destinata alla decadenza; ciò ci ha spinto ad allevare e selezionare il Cane Corso preservandone le peculiarità funzionali e morali.

Occorre diffidare di quanti trafficanti di cani e “cosiddetti allevatori” non si attengono alla semplice, ma basilare e necessaria “etica” dell’allevamento, ricordando che non si possono portare a compimento approfonditi studi di cinologia e il conseguente allevamento di una determinata razza da lavoro senza disporre di un certo numero di soggetti, di una adeguata e organizzata struttura di sostegno formata da utilizzatori pratici (pastori, cacciatori, macellai, massari, allevatori di bestiame, etc) che mettano a disposizione la loro secolare esperienza sul campo e anche i loro cani.

Non ci interessa ottenere solo un cane morfologicamente “bello”, abbiamo bisogno di un cane che sia un ottimo lavoratore, sano, tipico e intelligente; spesso da una certa caratteristica morfologica ne consegue un determinato temperamento e viceversa. Il cane deve essere il collaboratore dell’uomo e il lavoro diviene la chiave per lo sviluppo dell’intelligenza del cane.

Per questo ed altri motivi gli Enti preposti istituzionalmente alla organizzazione e direzione dell’allevamento dovrebbero ridurre il numero delle esposizioni e mostre canine ed invece incrementare le prove pratiche che facciano conoscere e riconoscere le qualità funzionali e morali dei cani di ogni razza. Siamo certi che questo eviterà cocenti delusioni ai tanti proprietari che avendo acthequistato, magari a caro prezzo, un cane per un certo scopo, si avvedono che il loro soggetto non è assolutamente adatto a tale fine. Solo l’amore e il rispetto per la razza sostengono l’opera del vero allevatore, dal quale dipende il futuro della razza stessa.

Non dimentichiamo che allevatori incompetenti e senza scrupoli, avidi di guadagni cospicui e immediati hanno sovente portato alla rovina razze di grande valore poiché questi sciagurati (spesso con cariche istituzionali e di giudice presso enti cinofili) pongono il loro puntiglio sul successo personale alle esposizioni di “bellezza”, dimenticando che il vero protagonista è il cane, la sua utilità a fianco dell’uomo e che le sue qualità morali sono importanti almeno quanto, se non più, di quelle estetiche.

Da parte nostra continueremo il nostro lavoro e le nostre ricerche nella speranza di poter contribuire a conoscere meglio questa magnifica e antichissima razza, il Cane Corso. Desideriamo e ci impegniamo a continuare per il futuro una cultura e tradizione che i nostri padri e i nostri nonni ci hanno sapientemente tramandato.



 

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